Numeri, immagini, parole
dell'attualità politica

I forchettoni

l'autore
Già programmista-regista per i programmi Rai Tre Blob e Schegge, è professore ordinario all’Università Roma Tre, dove insegna Comunicazione Politica e Sociologia dei Media. Ha pubblicato libri sulla propaganda, l’iconografia politica e le campagne elettorali italiane ed è responsabile dell’Archivio degli Spot Politici (dai quali la rivista attingerà preziose pepite).
condividi su:

Per l’unità contro la corruzione. Partito comunista italiano, 1953

La posata Ideale. Wellner Firenze, 1930 circa, Gino Boccasile.
La posata Ideale. Wellner Firenze, 1930 circa, Gino Boccasile.

Passeggiando per il centro di Roma in una giornata della tarda primavera del 1953, un grafico del Partito comunista è colpito dal manifesto pubblicitario delle posate Valsodo con tre gnomi rossi intenti a trasportare un grosso coltello, forchetta e cucchiaio, esposto nella vetrina di un negozio di casalinghi a Piazza del Pantheon. L’intuizione è immediata. Da tempo il Pci attacca la Democrazia cristiana sul tema della corruzione e la corretta gestione della cosa pubblica, denunciando scandali e malversazioni, arrivando a inventare il neologismo “forchettoni” per attaccare i “voraci” avversari, preoccupati principalmente a soddisfare i loro insaziabili appetiti. Nelle temperie della vivace campagna elettorale per le elezioni politiche del 7 e 8 giugno del 1953, strisce di carta riproducenti una forchetta vengono incollate sui manifesti della Democrazia cristiana. Una forma di contropropaganda o, come si sarebbe detto alcuni anni più tardi, di negative campaign.

Tornato nell’ufficio grafico in via delle Botteghe Oscure, viene realizzato un manifesto con le caricature di Alcide De Gasperi, Guido Gonella e Mario Scelba intenti a trasportare sulle spalle gli strumenti per soddisfare la loro voracità. Nasce così uno dei manifesti più famosi e di successo della storia delle campagne elettorali italiane.

La campagna dei forchettoni assieme a quella contro la legge truffa – termine usato per attaccare la riforma elettorale approvata dal governo nel marzo del 1953 che prevedeva l’assegnazione di un premio di maggioranza ai partiti apparentati che avessero superato il 50,01% dei voti e che non scatterà per pochissimo – segnano un cambio di passo nei toni della propaganda elettorale del Partito comunista, dopo la cocente sconfitta subita alle elezioni politiche del 1948, iconograficamente e immaginificamente dominate dai mostri, cosacchi e somari diffusi in chiave anticomunista dai Comitati Civici. Il manifesto con le tre caricature dei vertici democristiani ispirato dalla pubblicità della Valsodo non rientra infatti nella tipologia di manifesti per la propaganda sociale e culturale del Pci che, secondo Albe Steiner, doveva promuovere il ragionamento e la riflessione, ma si ispira esplicitamente alla comunicazione pubblicitaria ed ai suoi canoni, tesa, secondo il grafico comunista, “solo” a colpire e impressionare.

Ai fini della storia e del costume della propaganda e dell’iconografia politica italiana il manifesto con i tre gnomi democristiani si segnala anche per un alto motivo. Molti anni prima del manifesto ispiratore visto nella vetrina di Piazza del Pantheon, un altro con tre gnomi rossi e gigantesche posate, era stato disegnato per le posate Wellner da Gino Boccasile. Uno dei più grandi illustratori italiani della prima metà del’900, attivo nella pubblicità e celebre per le figure femminili riprodotte sulla rivista Grandi Firme diretta da Pitigrilli. Ma, cambiando completamente scenario, Boccasile è stato anche grafico-propagandista per il Ministero della guerra durante la 2 guerra mondiale e poi illustratore per la Repubblica sociale italiana dove, con il ruolo tenente nelle SS italiane, realizza alcuni dei manifesti più famosi e terribili, con i soldati americani di colore che profanano i luoghi sacri e le donne italiane, a sostegno dell’alleanza con i tedeschi e contro gli infidi ebrei.

Una immagine pubblicitaria del futuro illustratore del fascismo che, attraverso riedizioni, “confluisce” nella campagna elettorale del Partito comunista. A dimostrazione della forza, volatilità e versatilità delle immagini.

Ultime pubblicazioni

Vuoi ricevere la Rivista di Consenso?
Basta un indirizzo email

Cerchi
consenso?