Un’elevata presenza turistica è il segnale del successo di una destinazione attrattiva, viva e desiderata. L’overtourism, inteso come alta concentrazione di visitatori in luoghi e momenti specifici, è quindi una condizione da gestire in modo intelligente, e non un problema da combattere.
Il punto non è “quanti turisti”, ma dove, come e quando si muovono. La sfida consiste nella distribuzione più responsabile dei flussi, nelle fasce orarie e nei diversi luoghi della destinazione. Per riuscirci, serve la capacità di analizzare i dati e ottenere indicazioni utili a una gestione proattiva e non reattiva dei servizi.
Se in passato si disponeva solo di dati raccolti a fine stagione, oggi, grazie all’intelligenza artificiale, è possibile analizzare i flussi in tempo reale e formulare ipotesi predittive sempre più accurate, integrando dati da trasporti, pagamenti digitali, telefonia mobile e sensori urbani.
Questo consente alle città di anticipare le esigenze, distribuire i flussi, attivare misure adattive e comunicare con i visitatori in modo personalizzato, attraverso nuovi strumenti di regia urbana.
Serve anche una comunicazione strategica che accompagni il turista verso scelte più consapevoli: prezzi dinamici per incentivare visite in orari meno affollati, narrazioni digitali che stimolino la scoperta di percorsi alternativi e informazioni per rispettare i ritmi locali. Non si tratta di limitare, ma di guidare un turista sempre più attento e responsabile, che non vuole subire le congestioni.
Alcune città europee sperimentano già modelli di distribuzione intelligente del turismo, basati sull’IA, con videocamere dotate di analisi delle immagini e delle reazioni emotive aggregate, o sensori IoT e acustici per rilevare anomalie e sovraffollamenti. Queste tecnologie leggono in tempo reale la qualità dell’esperienza e attivano chatbot informativi che guidano i visitatori verso alternative meno frequentate.
Al centro di questo approccio ci sono i residenti, coinvolti non solo come destinatari, ma come protagonisti della governance turistica. Possono orientare i flussi, co-creare esperienze e farsi ambasciatori della propria città. Strumenti di feedback digitale e piattaforme partecipative rafforzano il dialogo tra turisti, operatori e comunità.
Infine, la trasparenza dei dati e l’uso di indicatori condivisi sono essenziali per misurare l’efficacia delle politiche. L’obiettivo non è ridurre il turismo, ma gestirlo in modo intelligente, diffuso e sostenibile, affinché le destinazioni restino accoglienti e autentiche, tanto per chi vi abita quanto per chi vi arriva.