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Il profumo, un linguaggio silenzioso

l'autore
Ha sviluppato competenze nella comunicazione e nella moda, seguendo quest’ultima in tutti i suoi aspetti (produzione, commerciale, marketing e consulenza sui colori, anche con Pantone). Ha lanciato diversi marchi a livello internazionale, integrando sempre il tema della sostenibilità. Le sue esperienze l’hanno portata a offrire consulenza d’immagine e personal branding a personaggi famosi, privati e professionisti.
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Nella mia attività di consulente d’immagine per Consenso ho progressivamente affinato la capacità di osservare, interpretare e tradurre le persone in linguaggi visivi articolati e coerenti: colori, linee, proporzioni, materiali. Ogni scelta di rappresentazione esterna contribuisce alla costruzione dell’identità personale e professionale e comunica un messaggio preciso e intenzionale.

Tuttavia, l’immagine pubblica non si esaurisce in ciò che l’occhio può cogliere. Il profumo ne è un esempio emblematico: invisibile, non misurabile, non controllabile allo specchio, eppure straordinariamente potente. Agisce a un livello profondo, spesso antecedente allo sguardo e all’incontro ravvicinato, e continua a operare anche dopo, fissandosi nella memoria e nel subconscio. Non è un semplice accessorio, ma una dichiarazione intima e personale, talvolta persino più sincera di un abito scelto con cura.

Il mio rapporto con il profumo è sempre stato selettivo ed esigente. Ho un olfatto particolarmente sensibile e questo mi ha insegnato il rispetto per la materia olfattiva: per la sua intensità, per il suo impatto emotivo, per la responsabilità comunicativa che comporta. Nel lavoro di consulenza che svolgiamo, il profumo non diventa mai un automatismo, ma una scelta consapevole, misurata, precisa e pienamente coerente con gli altri aspetti dell’intervento. In questo modo, il profumo si trasforma in una vera e propria firma emotiva, un’estensione silenziosa ma eloquente del carattere, capace di comunicare prima ancora che la parola o l’immagine entrino in scena.

Come i colori, anche i profumi parlano un linguaggio specifico e riconoscibile. Alcuni rassicurano, altri creano distanza; ci sono fragranze che impongono presenza e altre che sussurrano. Alcune avvolgono con discrezione, altre incidono l’aria con decisione. Esattamente come accade nello stile personale, nella palette cromatica e nelle scelte complessive di immagine.

Nel mio approccio alla consulenza d’immagine, il profumo deve mantenere una rigorosa coerenza con gli obiettivi definiti insieme al cliente. La richiesta di maggiore autorevolezza o, al contrario, di maggiore empatia — due finalità profondamente diverse — può essere sostenuta anche attraverso l’individuazione e il consiglio di una fragranza adeguata.

Generalmente proponiamo alcune opzioni diverse (circa cinque), tutte riconducibili a una medesima logica espressiva. Tuttavia, è sempre chi lo indossa a doverlo percepire come autenticamente proprio e appropriato, anche in considerazione delle differenze individuali, come il pH della pelle.

Il profumo diventa così parte integrante del nostro racconto e della nostra rappresentazione personale. Senza bisogno di parole. Invisibile, ma profondamente memorabile.

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